Al lavoro, Ceraunavodka!

Oggi intervista scoppiettante per la rubrica Al lavoro, mamma!

Al lavoro mamma

così come Lucrezia, in arte Ceraunavodka: giornalista e scrittrice, nonchè mamma,

diventata più produttiva senza per questo riuscire a essere più ordinata.

Questo è il suo Mom Identikit (notare il passaggio dalla vodka alla tisana):

mom identikit ceraunavodka

Che lavoro fai Lucrezia?

Lavoro nella redazione di un mensile locale.

Cosa ami di più del tuo lavoro e cosa vorresti cambiare?

Mi piace raccontare storie, curiosare nella vita delle persone, appassionarmi e poi restituire l’immagine che mi sono fatta. Che cosa cambierei? Beh, venalmente la paga.

Ci sono differenze nel lavoro tra prima e dopo essere diventata mamma? Quali?

Sì, ora sono ancora più determinata di prima, spreco meno tempo (avendone meno) e cerco di raggiungere l’obiettivo senza perdermi troppo in chiacchiere. Prima chiacchieravo di più.

Trovi delle difficoltà nella gestione di casa e famiglia? Cosa fai per superarle?

Guarda non faccio. Nel senso che quando lavoro a pieno regime la casa viene per ultima, Pit sta con i nonni e quando non sta male provo a mandarlo al nido. Quando esco dal lavoro sto con lui e col papà. Alle lavatrici ci penseremo…

Quali misure si potrebbero adottare per favorire davvero la conciliazione di maternità e lavoro?

Sarò poco gradita ma io credo che il primo passo lo debbano fare le donne che, se non hanno particolari problematiche e vogliono tornare al lavoro, devono smetterla di approfittare di congedi di maternità. In questo modo si crea un sistema di sfiducia che non giova a nessuno. In generale credo che se la rete di asili (e di aiuti extra) fossero gratuiti o avessero prezzi più accessibili (cosa impossibile, me ne rendo conto da sola), le cose migliorerebbero un po’.

Dai un consiglio alle mamme lavoratrici che ci leggono.

Non mi sento di dare consigli perché io ho avuto la fortuna di avere dei nonni che mi hanno aiutato molto. Di sicuro, però, da quando sono mamma il mio approccio al lavoro non è cambiato e cerco di non far mai pesare le esigenze della mia famiglia in questo ambiente. Lo trovo antipatico, poco produttivo e non giusto nei confronti dei colleghi.

E per finire, libero spazio allo sfogo: tutto quello che non hai mai osato dire/chiedere/gridare!

L’ho già detto ma lo ripeto. Oh mamme, fatevi una risata. Sapete quante donne hanno fatto le mamme prima di voi…

 

Grazie Lucrezia, tu ci dimostri che impegno e ironia possono convivere. I primi passi prima di chiedere o desiderare misure di conciliazione e sostegno alla maternità sono sicuramente l’impegno e la determinazione, ma sarebbe utile anche sdrammatizzare ogni tanto. Ce lo spieghi bene nel tuo Manuale di sopravvivenza per pessime madri, che raccoglie i tuoi “consigli infarciti di ironia” per sopravvivere alla maternità e imparare ad accettare le proprie imperfezioni.

 

Se avete perle di saggezza in tema maternità e lavoro, o al contrario non sapete quali pesci pigliare e comunque volete dire la vostra, scrivetemi a info.mammaalcubo@gmail.com e sarete le protagoniste delle prossime interviste.

Al lavoro, mamme (adoro i vostri racconti, sì sì!)

3 commenti su “Al lavoro, Ceraunavodka!

  1. Mamma avvocato Rispondi

    Interessante quel che dice Lucrezia sul non approfittare della maternità e sugli asili (ovviamente), però purtroppo non cambia mai nulla.
    E quando i nonni non tengono i figli a tempo pieno e, crescendo, le esigenze e gli impegni dei figli aumentanti – mentre si riduce l’orario di scuola, in modo inversamente proporzionale, e’ più difficile prenderla con ironia.
    Comunque, bella intervista!!!

    • Mammaalcubo Autore articoloRispondi

      Non ti dico dove va a finire la mia quando Nicolò comincia con le otiti seriali!
      Però è vero, un sorriso in più e una lamentela in meno farebbero bene a tutti, a noi prima e a chi ci sta vicino poi 🙂

  2. La Cri - OMINOUOVO Rispondi

    Io non ho nonni e faccio (facevo) un lavoro con orari assurdi. Credo che la differenza sia tutta nella motivazione del lavoro che fai…e nell’aiuto GRATUITO che una mamma può avere.
    Bella intervista ed evviva l’ironia.

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