Al lavoro, Disorientata!

Buon giovedì! L’intervista di oggi per la rubrica Al lavoro, mamma!

Al lavoro mamma

ha come ospite una mamma expat: Chiara, in arte Disorientata, ci racconta la sua esperienza di mamma lavoratrice direttamente da Londra. Prima di leggere la sua intervista andate a vedere come mai ha scelto questo soprannome: non so voi come siete messe a senso dell’orientamento ma io la capisco benissimo!!!

Ecco il suo Mom Identikit:

mom identikit disorientata

 

Che lavoro fai Chiara?

Sono System Safety Engineer, in pratica aiuto le industrie a gestire le apparecchiature elettroniche e i software in sicurezza e in conformità alle leggi europee.

Cosa ami di più del tuo lavoro e cosa invece vorresti cambiare?

Mi piace molto la varietà di progetti e la multi-disciplinarietà del lavoro. Quello che cambierei è che io ho studiato ingegneria chimica e vorrei potere lavorare nell’ambito dell’industria di processo.

Che differenze noti, sempre in ambito lavorativo, tra una donna (e una mamma) in Italia e nel Regno Unito?

Non ho esperienza diretta di lavoro in Italia, visto che, pur di cominciare a lavorare subito, sono partita subito dopo la laurea. Una cosa che mi piace molto qui è che i datori di lavoro offrono normalmente la possibilità di rientrare dalla maternità part-time, anzi la cosa è incoraggiata dal governo (e può essere sia a ridotto numero di giorni a settimana, sia a ridotto numero di ore al giorno). Sempre più spesso vedo anche annunci di lavoro di livello senior in cui viene specificato che il posto è accessibile anche a chi abbia necessità di lavorare part-time. Detto questo, non ci sono ore di riposo per allattamento e gli asili costano tanto che molte donne non possono permettersi di rientrare al lavoro dopo la maternità.

E’ cambiato qualcosa tra prima e dopo la maternità?

Sono rientrata part-time, lavorando 4 giorni alla settimana (per un totale di 30 ore) e spesso da casa. Sono fortunata ad avere dei capi che ci tengono alla famiglia e non mi hanno mai fatto pesare la mia minore disponibilità. Il mio lavoro comporta frequenti, anche se brevi, viaggi, e prima di accettare devo sempre chiedere a mio marito se quel giorno può pensare lui al nostro bimbo e, se lui ha già un impegno, devo rifiutare.

Trovi delle difficoltà nella gestione di casa e famiglia? Cosa fai per superarle?

Compro il soffritto già pronto. Faccio la spesa online. Non stiro. E pago una signora per fare le pulizie una volta la settimana, mentre io lavoro da casa. Nel mio giorno libero porto comunque Pallino alla nursery e sbrigo un po’ di faccende, mi riposo e poi vado a fare una passeggiata per ricaricarmi… così quando il bimbo è casa posso dargli più attenzione (anche perchè è un bel peperino!)

Quali misure si potrebbero adottare per favorire la conciliazione di maternità e lavoro?

Quello di lavorare part-time è sicuramente un bel compromesso. E il telelavoro: se devo scrivere un report, o leggere dei documenti, o fare telefonate, lavoro da casa, risparmiando il tempo del viaggio per andare in ufficio… Senza contare che posso mettere su la lavatrice senza nulla togliere al mio lavoro!

Dai un consiglio alle mamme lavoratrici che ci leggono.

Fatevi aiutare. Innanzitutto dai vostri compagni e, se potete, dalla famiglia. Se, come me, non avete la famiglia vicino e ne avete la possibilità, investite in un aiuto per i lavori di casa, prendete una baby sitter ogni tanto. Penso che la nostra serenità vale di più di quello che costa.

 

Grazie Chiara per questa intervista oltremare! Mi aveva molto colpita il tuo post sulla diversa concezione (e ambizione) di “posto fisso” ed è stato davvero interessante comprendere meglio i diversi approcci al binomio lavoro-maternità in altri paesi. Evviva il part time, il telelavoro e il soffritto surgelato!

Avete un’esperienza di lavoro all’estero da raccontare? Mi piacerebbe molto sentire altre storie di mamme da altre parti del mondo! Scrivetemi a info.mammaalcubo@gmail.com e sarete le protagoniste delle prossime interviste. Al lavoro, mamme!

6 commenti su “Al lavoro, Disorientata!

    • Disorientata Rispondi

      Grazie! Penso che la chiave sia la motivazione, nel mio caso che mi piace molto il mio lavoro e anche l’ambiente in cui lavoro.

    • Disorientata Rispondi

      Eppure anche qui in UK la percentuale di donne che lavorano nell’ambito tecnico/scientifico é molto bassa. C’é molta strada da fare ancora…

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