Al lavoro, Ellisteller!

Tornano le interviste alle mamme in tema di lavoro. Per la rubrica Al lavoro, mamma!

Al lavoro mamma

oggi racconta la sua esperienza Elisa, alias Ellisteller. Nel blog racconta le divertentissime vicende della sua famiglia allargata, che è composta dal suo compagno straniero (chirurgo, con molti anni più di lei e una figlia più grande) e dal loro bimbo di un anno. Elisa ha di recente lasciato il lavoro ed è ora alla ricerca di una nuova strada.

Ecco il suo Mom Identikit:

Mom Identikit Ellisteller

 

Elisa, che lavoro facevi?

Mi occupavo di comunicazione nel turismo.

Hai scelto tu di licenziarti o non ti hanno lasciato scelta?

Ho scelto io, non potendo più tenere in piedi lavoro e famiglia a 250 km di distanza l’uno dall’altro.

Cosa cerchi di fare in questo momento e cosa vorresti per il futuro?

Scrivo, che è la mia passione da sempre, cerco lavoro e miglioro la mia formazione. Nel frattempo dedico tempo a me, al mio bambino e all’Allegro Chirurgo!

E’ possibile reinventarsi? Come?

Certo che sì! La vita è troppo lunga per fare una cosa sola. E anche se “c’è la crisi”, anche se trovare lavoro può essere dura, anche se i cambiamenti destabilizzano… si può cambiare strada. O migliorare in qualche modo la strada che stiamo già percorrendo. Come reinventarsi? Questa è una domanda difficile. Direi… sii disposta a rischiare, ascolta il tuo cuore, la pancia e la testa (e cerca di metterli d’accordo), studia a qualunque età, sii perseverante, mostra ciò che sei, conosci persone in gamba (perché da semplici contatti possono nascere idee, stimoli, amicizie, collaborazioni) e credi in quello che fai. Insomma, semina bene, perché quello che semini raccoglierai.

Quali misure si potrebbero adottare per favorire davvero la conciliazione di maternità e lavoro?

Lo smart working: è una modalità di lavoro flessibile, che integra il lavoro da casa e dall’ufficio, e non è vincolato a luoghi e orari fissi (per quanto possibile). Non è certo applicabile a tutte le professioni, ma ad alcune senz’altro sì. E, del resto, chi lavora in ufficio non di rado si porta ufficiosamente il lavoro a casa (telefonate, mail da mandare, documenti da finire…)

La misura essenziale però è cambiare la cultura e le politiche sociali. Serve gestire la maternità in azienda come un fatto naturale (non come un problema), rendersi conto che i bambini hanno anche dei padri e non solo delle madri, abbassare le rette degli asili nido, magari introdurre un part time di 6 ore per le dipendenti fino ai 3 anni del bambino (pensa che in Francia il full time è di 7 ore per tutti, non 8). Servirebbero anche misure per tutelare le libere professioniste, non solo le dipendenti. Che ne pensi Mammaalcubo, forse ci vuole la bacchetta magica?

Dai un consiglio alle mamme che vorrebbero lavorare ma non riescono a farlo.

Tira fuori le tue doti nascoste, tante mamme si sono reinventate proprio in questo modo! Studia (non dico un master costosissimo, spesso basta leggere buoni libri), fai rete e fai sapere che cerchi lavoro, rendi accattivante il tuo CV e la tua lettera di presentazione – scrivimi se cerchi idee, magari posso darti una mano ;-). E credici: sarà banale, ma se pensi positivo hai più chances (l’ho sperimentato sulla mia pelle).

 

Grazie Elisa per aver condiviso la tua esperienza e le tue idee. Ci vorrebbe sì una bacchetta magica, ma nel nostro piccolo noi ce la mettiamo tutta. Dobbiamo davvero far capire che la maternità è una risorsa, non un ostacolo, ed è naturale, è la vita. Nel frattempo, studiamo e facciamo rete 🙂

Se anche voi vorreste dire la vostra in tema maternità e lavoro, mandate una mail a info.mammaalcubo@gmail.com e sarete le protagoniste delle prossime interviste.

Al lavoro, mamme!

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