Al lavoro, Ma la notte no!

Puntuali come orologi svizzeri ecco un’altra storia, un’altra mamma che ci racconta il suo rapporto con il lavoro.

Per la rubrica Al lavoro, mamma!

Al lavoro mamma

oggi vi presento Lucia, alias Ma la notte no!, che in molti già conoscerete.

Lucia mi è stata subito simpatica quando ho cominciato a leggere il suo blog perchè è riuscita a sdrammatizzare su una situazione difficilissima, che può portare anche i più pazienti a crisi isteriche o personalità multiple (io ci sono andata vicino…): sto parlando della mancanza prolungata di sonno, di cui talvolta le mamme sono vittime. Si dice che spesso vengano portate, non essendoci cure immediate o rimedi universali, ad aprire un blog!

Ma veniamo al tema dell’intervista. Per Lucia il lavoro è molto importante

Sono un po’ io il mio lavoro e io sono così per via del mio lavoro

e dà moltissimo di sè per riuscire a conciliarlo con la famiglia – che a breve si allargherà!!!

Ecco il suo Mom Identikit:

Mom Identikit Malanotteno

Lucia, che lavoro fai?

Sono ricercatore universitario. Mi occupo di economia dell’ambiente e di questioni legate alla gestione delle risorse ambientali.

Ci sono differenze nel lavoro tra prima e dopo essere diventata mamma? Quali?

Si, certo. Tanto per cominciare ho dovuto iniziare ad avere degli orari. Il mio lavoro è molto simile, come impegno, a quello di un libero professionista. Ti puoi organizzare e prendere anche tante libertà, ma fondamentalmente non stacchi mai. Quando hai un figlio devi, invece, riuscire ad avere un orario. Non puoi sacrificare la famiglia ogni sabato, ne lavorare fino a tardi tutte, tutte le sere. Diciamo che ho incrementato molto la mia capacità organizzativa tra il prima e il dopo.

Trovi delle difficoltà nella gestione di casa e famiglia? Cosa fai per superarle?

Si ne trovo, ma come tutte credo. O meglio, spero. Ho adottato il detto: dove arrivo, arrivo e dove no, ci tiro il cappello. Cerco di non sentirmi troppo in colpa se non sono sempre sul pezzo, se a volte ho molto da fare. In fondo non è che torno tardi perché sono stata a divertirmi (e sinceramente non mi sentirei molto in colpa neanche per una sera di svago!). Ma quando sono a casa cerco di esserci sul serio, di mollare il lavoro e dedicare il mio tempo alla mia famiglia, in modo completo.

Quali misure si potrebbero adottare per favorire davvero la conciliazione di maternità e lavoro?

Tre cose: asili nidi, una diversa organizzazione della scuola e il congedo di paternità vero. In molte parti di Italia i nidi pubblici non ci sono e scarseggiano anche i privati. Non va bene. Dovrebbe essere garantito un posto alla maggior parte dei nati, in un paese civile! La scuola non è pensata come orari e distribuzione annuale per delle famiglie in cui lavorano mamma e papà. Da quando Matteo va alla materna, inizio ad avere gli incubi a Natale su cosa fargli fare in estate! E non voglio pensare a cosa succederà alle elementari! Ed avere un congedo di paternità di soli tre giorni è solo una vergogna! I figli sono dei genitori, e anche la loro cura, non delle mamme solamente.

Dai un consiglio alle mamme lavoratrici che ci leggono.

Non mollate! State facendo una cosa bella per i vostri figli. Se avete delle bambine, gli state mostrando che una donna può e deve essere autonoma e indipendente anche dal punto di vista lavorativo. Se avete dei bambini, gli state mostrando… la stessa cosa! Le vostre nuore vi ringrazieranno. E poi i figli crescono, e anche se oggi delle sere sono sfinita, so che tra 10 o 15 anni rimpiangerò la loro ex- dipendenza da mamma. Ma avrò anche investito su di me e sul mio lavoro. Meglio no? E chiedete aiuto, in primis a vostro marito. Non dovete fare tutto voi (ma voi poi non vi lamentate di come lui fa le cose, eh!)

E per finire, libero spazio allo sfogo: tutto quello che non hai mai osato dire/chiedere/gridare!

Io zitta ci sto poco, però se devo gridare qualcosa: mamme fate fare i papà ai vostri compagni! Se lo meritano! Non pretendete di fare tutto voi, chiedete: vi stupiranno.

 

Grazie Lucia per averci raccontato la tua esperienza. Dalle tue parole si vedono la passione e la grinta che ti spingono ad andare avanti. Mi unisco anche io al tuo appello: non molliamo, mettiamocela tutta e impariamo a chiedere aiuto!

Se anche voi vorreste dire la vostra in tema maternità e lavoro, mandate una mail a info.mammaalcubo@gmail.com e sarete le protagoniste delle prossime interviste.

Al lavoro, mamme!

9 thoughts on “Al lavoro, Ma la notte no!

  1. Mamma Avvocato Risposta

    Lucia è una delle blogger che mi piacciono di più e che seguo ormai da molto e in questa intervista non si smentisce: brava, ben detto tutto!
    L’idea di far lavorare i papà anche in casa e nella cura dei figli, mi pare sia un must per te, vero Lucia?!Sono d’accordo!
    E complimenti a mammalcubo per l’idea di Al lavoro mamma e il suo blog!!!

    • Mammaalcubo Autore articoloRisposta

      E io sono contenta che in tante abbiate risposto all’appello, ci sono storie così diverse e così tante idee da cui prendere spunto… chissà mai che legga anche qualcuno con poteri decisionali “a tema” 😉

  2. Mamma Piky Risposta

    Io adoro Lucia e il suo modo di vedere e affrontare la cosa. Io che vivo in perenne stato di cosa nei confronti loro, della famiglia della casa e del lavoro, a leggere queste parole e come sono state dette, mi viene la marcia in più che tu dice che tanto male non stai facendo! Grazie Lucia e grazie a te di averla ospitata!!!

    • Mammaalcubo Autore articoloRisposta

      Mi fa piacere che riusciamo a farci forza a vicenda. Spesso capita che le situazioni che viviamo o le persone che ci circondano ci facciano sentire sole o iperaffannate, ma poi scopriamo che da qualche altra parte qualcuno le ha già vissute e le sta affrontando come noi.

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