Homeschooling, organizzare la scuola a casa

Lo sapevate che per legge è possibile non mandare i bambini a scuola, la scuola tradizionale che tutti conosciamo? Io l’ho appena scoperto: ad essere obbligatoria per legge è l’istruzione, non la scuola. Già, l’alternativa c’è e si chiama Homeschooling, ovvero Istruzione parentale.

Cos’è l’homeschooling

Si tratta di creare una forma alternativa di apprendimento, che vuol dire per i genitori occuparsi direttamente dell’istruzione dei figli. Previa autorizzazione del dirigente scolastico e verifica a posteriori degli obiettivi raggiunti, è fattibile.

homeschooling

In America e nei Paesi Anglosassoni questa pratica è abbastanza diffusa, mentre qui in Italia non se ne sente parlare molto. La cosa mi ha incuriosita parecchio e ho fatto qualche ricerca.

La motivazione di fondo che spinge alcune famiglie a rifiutare la scuola dell’obbligo (statale o paritaria che sia) è l’avversione alla modalità di insegnamento, e di conseguenza di apprendimento, che viene utilizzata. Uno parla, 20 e passa ascoltano e memorizzano. Si impara per ripetere. Il programma è prestabilito, gli esercizi preconfezionati uguali per tutti. Gli alunni sono contenitori da riempire con nozioni, regole, fatti.

Cosa mi piace di questo metodo

L’individuo non viene stimolato e fatto crescere nella sua unicità, ma viene fatto adeguare ad un percorso standard. L’esigenza di creare invece un percorso personalizzato, che tenga conto delle capacità e predisposizioni del bambino, che prenda spunto dalla sua naturale curiosità è ciò che spinge alcune famiglie a creare la propria scuola a casa. Questa ragione mi piace tantissimo, perché è vero che spesso la lezione frontale appiattisce anziché far alzare lo sguardo. Tutti presi a seguire, viene lasciato poco spazio alla libera esplorazione.

Ma un bravo insegnante dovrebbe saper cogliere quanto di speciale c’è in ogni alunno e dovrebbe aiutarlo a fiorire, andando oltre il puro programma ministeriale. Un bravo insegnante non parla e basta, ma sa ascoltare. Sa interessare, sa stimolare, sa apprezzare e valorizzare.

insegnante

Alcune perplessità

Credo che la relazione con altri al di fuori di casa – che siano insegnanti, compagni, bidelle, accompagnatrici del pullman… –  arricchisca sempre e aiuti a mettersi in gioco, indipendentemente dalla bontà o meno del sistema scolastico. Gran parte di quello che apprendiamo deriva da relazioni, oltre che dai libri.

Sebbene ammiri molto chi abbia intrapreso la strada dell’Homeschooling e ne apprezzi la purezza dell’ideale, a me tutto sommato la scuola non dispiace. Possiamo trovarle molti difetti e punti da migliorare, ma non la butterei via sostituendomi in toto.

La cosa migliore sarebbe prendere il meglio da entrambi come ha fatto Daniela, una mamma che mette in pratica l’Homeschooling part time: i suoi bambini vanno alla scuola pubblica, ma poi nel pomeriggio fanno attività, giochi, letture per potenziare e approfondire alcuni argomenti, affiancando l’apprendimento tradizionale ad uno più creativo e curioso.

Vedendolo così, ho scoperto che anch’io faccio una sorta di Homeschooling part time, però in maniera inconsapevole e incostante! Con un po’ di impegno e ricerca potrei migliorare, perchè curiosità e creatività non si insegnano, si vivono.

Per saperne di più sull’Homeschooling potete curiosare su Controscuola e EquAzioni, oltre che leggere diversi blog di genitori che raccontano la loro esperienza di Istruzione parentale. E voi come la pensate?
 
 

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6 thoughts on “Homeschooling, organizzare la scuola a casa

  1. koko Risposta

    Penso anch’io che ci siano pro e contro. Magari riuscire a portare avanti entrambe le cose…sarebbe il massimo! Io ho ancora 3 anni davanti per poterci pensare! ^_^

  2. Squitty Risposta

    Personalmente è un sistema che non mi convince, ma non perché non si riesca ad imparare, ma perché vengono a mancare tutte le relazioni con gli altri bambini, con gli insegnanti, ma anche semplicemente con le persone che si possono incontrare strada facendo andando a scuola. Manca la possibilità di fare amicizie, di fare esperienze extra famiglia e quelle, mi pare, sono molto importanti. Mio figlio andrà alla scuola elementare a settembre ed io ho fiducia massima negli insegnanti, non perché li conosca, anzi non so minimamente chi possano essere, ma perché di principio non parto con preclusioni. Alla materna ho fatto allo stesso modo e, con grande fortuna certo, ho trovato insegnanti di altissimo livello, con le quali ho creato un rapporto di fiducia e di stima, credo, reciproca. La scuola avrà anche molti difetti (anche se qui potremmo discutere delle ore), ma la ritengo insostituibile.

    • Mammaalcubo Autore articoloRisposta

      Anche io sono stata proprio fortunata, sia all’asilo che a scuola i miei bambini hanno delle maestre fantastiche. Fondamentale anche il rapporto con i compagni che si crea tra i banchi: ti fa crescere davvero e te lo ricordi per tutta la vita.
      Dell’approccio Home però mi piace il fatto di poter incuriosire e stimolare l’apprendimento attraverso vie non convenzionali, così da imparare divertendosi e quasi senza accorgersi ;-P

  3. Giada Risposta

    Io non mi ritengo abbastanza preparata per addossarmi la responsabilità del sapere dei miei figli, con questo non dico che la scuola sia un ascolta e memorizza ma credo che sia tutto un insieme di cose che aiutano a crescere e a far apprendere i nostri piccoli. C’è anche un confronto tra coetanei che ritengo molto valido ed importante. Detto questo hanno entrambi pro e contro ma a me manca davvero molto per prendere in causa una decisione di questo genere!! Bacio :***

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