Non è la fine del mondo

Tenace stagista. Incrollabile sognatrice. Calamita per produttori scorbutici e scrittori zen. Mi chiamo Emma De Tessent, e questa è la mia storia.

Mi è bastato leggere queste poche righe sul retro della copertina per accaparrarmi l’ultimo libro di Alessia Gazzola dallo scaffale della biblioteca. Non è la fine del mondo, un romanzo romanticamente, ma non troppo, moderno, con una freschezza e un’ironia così equilibrate da riuscire a fartelo divorare in un paio di giorni.

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Emma è una trentenne in gamba, carina e brillante, che vive a Roma con la mamma mentre spera in un contratto a tempo indeterminato nella casa cinematografica in cui lavora per potersi comprare il villino con il glicine dei suoi sogni. E’ sopravvissuta ad una storia con un uomo sposato e nel tempo libero è una zia modello. Si concede solo qualche peccatuccio di gola in pasticceria di tanto in tanto. Tra un rinnovo di stage e l’altro, un bel giorno la società le dà il due di picche lasciandola con un pugno di mosche di mano, e lì il suo piccolo mondo – così realistico e coinvolgente – crolla.

Crolla la sua autostima e crollano le sue speranze dopo una serie di colloqui a vuoto. I suoi studi e le sue capacità sembrano invisibili. Presa dallo sconforto, si propone come apprendista in un negozio che confeziona vestiti per bambini e contro ogni previsione la sua vita ricomincia a brillare. Ma proprio quando si convince che la tempesta si sia finalmente allontanata, il passato torna a bussare alla sua porta: il mondo del cinema rivuole lei, la tenace stagista. Che fare?

Stavolta tocca ad Emma scegliere la strada migliore da percorrere. Riuscirà a trovare il suo posto nel mondo? Troverà l’amore? Non vi posso svelare la fine del libro, ma posso dirvi che mi ha piacevolmente stupita.

Non è la fine del mondo è una storia fresca e scorrevole, un libro che ti trascina velocemente ma che riesce a toccare le giuste corde delle emozioni. Ti sprona ad affrontare le difficoltà, imparare a dire no quando serve, perseverare. Invita a puntare in alto rimanendo sempre con i piedi per terra, guardando i sogni con concretezza.

Emma è appassionata, lucida, così interessante perché così verosimile. Sarà che l’autrice ha la mia stessa età ed è mamma di due bimbe, sarà che anche io al mio primo stage, come la protagonista, sono stata silurata mentre l’altra stagista firmava il contratto a tempo indeterminato… fatto sta che con questo racconto estivo sono tornata indietro di qualche anno e mi sono sentita meno sola. Perché non è la fine del mondo se si perde un lavoro, non è la fine del mondo se una storia sbagliata finisce, non è la fine del mondo se realizzi i tuoi sogni in modi e tempi diversi da come avevi immaginato. L’importante è saper cambiare strada e non perdere mai la fiducia in sè stessi.

Questo post partecipa al Venerdì del libro di HomeMadeMamma.

 

2 commenti su “Non è la fine del mondo

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