Nuotare perchè

Ti ho raccontato della mia valigia prima della partenza, Ti ho raccontato della mostra dei Lego al rientro dal mare, ma non ti ho detto raccontato cosa è successo l’ultimo giorno delle nostre mini vacanze. Un fatto inaspettato, un evento da prima pagina, un’emozione che non credevo di poter provare così forte: Gabriele ha imparato a nuotare!!!

So che non sembra nulla di straordinario, potrebbe essere come imparare ad andare in bici senza rotelle, tutti prima o poi lo fanno. Invece la storia di Gabriele con l’acqua è partita in salita e ha avuto alti e bassi negli anni, dal non volersi proprio bagnare e preferire giocare con la sabbia, al pucciarsi ma senza far entrare l’acqua negli occhi e nelle orecchie o stare aggrappato a me in stile cozza gigante. Tant’è che non sapevo se sarebbe mai riuscito a staccare i piedi dal fondo e lasciarsi andare.

Negli anni scorsi ho provato a motivarlo e trasmettergli la mia passione per l’acqua ma senza successo (nella foto sotto potete notare il suo primo impatto con il mare nell’estate 2007 mentre si osserva i piedi non troppo convinto della novità). Ti confesso che non l’ho mai forzato a fare nulla che non si sentisse pronto a fare, né l’ho mai iscritto a corsi in piscina visto il suo scarso (ottimisticamente parlando) interesse, ma ho lasciato che prendesse confidenza con l’acqua secondo i suoi tempi e i suoi modi.

gabry mare 1 anno

Beh, ecco com’è andata. Eravamo stati in acqua quasi un’ora il mattino dell’ultimo giorno, l’unico in cui il mare era calmo e si riusciva a entrare. Armati di braccioli, i due baldi giovani mi avevano seguita fino alla piattaforma per i tuffi agganciata alla fila di boe a qualche metro dalla spiaggia, poca distanza ma profondità rilevante dato che in Liguria fai 5 passi e non tocchi più. Ci eravamo rinfrescati per bene ed eravamo usciti un attimo per far sparire la pelle d’oca dalle dita, quando sono arrivati gli amichetti torinesi conosciuti in spiaggia. Sapete già cosa voleva fare Gabriele: il bagno insieme a loro ovviamente. Io impassibile, monolitica.

No, siamo stati dentro un’ora e siamo appena usciti, aspettiamo un attimo.

Dai mamma ti prego ti prego ti prego.

No, guarda che mani e che piedi hai. Aspettiamo.

Ti pregoooooooooo!

Mai vista tanta insistenza da parte sua in argomento “acqua”. Rilancio.

Puoi fare il bagno con loro solo se impari a nuotare.

Lui ha tirato su i piedi e ha cominciato a nuotare. Bam.

gabry nuota

Forse tornare nello stesso mare di 8 anni fa l’ha ispirato. Forse l’acqua limpida e calda. Forse ha trovato gli amici giusti. Non so perché proprio stavolta e perché proprio così, sta di fatto che si è convinto e ce l’ha fatta. Ha imparato a nuotare perché è riuscito a trovare il suo momento, il suo modo, la sua motivazione e sono così contenta per lui perché ce l’ha fatta da solo. Perché per nuotare serve avere la volontà di raggiungere una meta e mettere in campo tutte le energie per farcela. Non bisogna irrigidirsi ma essere flessibili e muoversi per trovare il giusto equilibrio.

Nuotare è avere tutta la responsabilità delle proprie azioni, fidarsi delle proprie capacità sapendo che non sei solo ma c’è qualcosa che ti sostiene. Per nuotare serve lasciar andare la paura, lasciar andare i pensieri, lasciarsi andare. Sono così felice per lui perché è riuscito a sperimentare quella sensazione di leggerezza e libertà che solo un mare blu può dare, lo stesso mare che ha toccato per la prima volta quando aveva appena imparato a camminare. Ora nuotare è come camminare, c’è un mondo d’acqua tutto da conoscere e conquistare.

E mentre lui esplora questo nuovo mondo noi ci prepariamo mentalmente al prossimo “sbracciolamento”… ho la sensazione che sarà diversissimo e originale tanto quanto il Minion. Stay tuned e buone vacanze!

nico nuota

11 commenti su “Nuotare perchè

  1. ketty Rispondi

    Che bel racconto, Deborah.
    Mi accendi anche una speranza visto che mia figlia, come Gabry, è diffidente verso il mare.
    Kiss.
    Ketty

    • Mammaalcubo Autore articoloRispondi

      A qualcuno viene naturale, per altri ci vuole molto più tempo, ma se trovano la spinta da dentro niente è impossibile!

  2. drusilla Rispondi

    Che bello!!!! Saper nuotare per un bambino è importantissimo.
    Noi vivendo sempre in posti caldi, abbiamo avuto la fortuna di poter trascorrere tanto tempo in acqua, quindi i braccioli li abbiamo tolti a due anni e mezzo. Oggi sanno nuotare come due pesciolini e durante l’anno italiano li ho iscritti ad un corso di nuoto per non perdere l’abitudine a nuotare.

  3. Mamma avvocato Rispondi

    Hai ragione, è bellissimo che ci sia riuscito da solo, che abbia trovato in sè le motivazioni giuste!
    Complimenti al tuo bambino !!
    E per me quando ha tolto le rotelle è stata un’emozione grandissima, ora non so immaginare come sarà quando lascerà anche la tavoletta per nuotare senza nulla…magari al mare fra quindici giorni ?!?

  4. Squitty Rispondi

    Ci avete copiato?
    Passata del tutto la paura dell’acqua durante la vacanza in Croazia.
    Come c’era, se ne è andata.
    Così, bum.
    Arriva il tempo per tutto, lo dico da sempre.
    E ‘arrivato anche per i nostri figli.
    Buone nuotate a tutti!

  5. Pingback: Fine anno col botto | Mamma al cubo

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