Piccoli programmatori di domani

Casa nostra è tutto un fermento in questi giorni: tante cose da fare ma soprattutto tanta emozione per il weekend a Roma a cui ci stiamo preparando da un po’: andremo alla Maker Faire, la fiera dell’innovazione dedicata al digital manufacturing, dove creatività e inventiva si mettono in mostra. Ci saranno Makers da tutto il mondo, progetti e invenzioni nati nelle scuole, un’area dedicata ai bambini con laboratori e tour guidati. La fiera sarà la chiusura di un evento più esteso, l’Innovation week: una settimana di incontri dedicati a chiunque abbia da raccontare una storia di innovazione o voglia vedere come potrà essere il futuro.

Non potevamo perderci un’occasione simile: visto che i bambini sono grandicelli abbastanza da potersi gustare l’evento, abbiamo organizzato subito. Con un papà smanettone elettronico-informatico, un aspirante scienziato e un Minion curiosissimo sono sicura che ne vedremo delle belle.

Anche io, che di elettronico ho poco niente (dell’esame di elettrotecnica con Gandelli mi è rimasto solo un ricordo vago di me che disegnavo resistenze e impedenze mentre il prof ci faceva ridere con battute ambigue su Renzo e Lucia che non avevano gli interruttori della luce…va beh), sono elettrizzata 🙂

Sono molto entusiasta anche della notizia uscita alcuni giorni fa con il sì del Miur ad introdurre in via sperimentale un’ora di programmazione nelle scuole, una sorta di accenno di alfabetizzazione informatica rivolta al futuro per cominciare a cambiare. Non è molto, certo, ma è un passo avanti.

In attesa che piccoli programmatori crescano nelle scuole, a casa ci prepariamo e ci divertiamo con un’App spet-ta-co-la-re che sembra un gioco, ma in realtà insegna ai bambini le basi della programmazione senza usare codice: si chiama Lightbot.

Lightbot è un gioco puzzle programmabile, gratuito in versione light, suggerito a partire dai 9 anni. Lo scopo di ogni livello è far muovere il robottino e illuminare dei cubetti, guidandolo sul percorso che deve compiere attraverso dei comandi e delle procedure.

I comandi sono semplici: le icone hanno frecce per avanzare o girare, una molla per saltare, una lampadina per accendere il cubetto.

Lightbot gioco per imparare a programmare

La composizione di questi comandi elementari va pensata in maniera intelligente per ottimizzare il percorso e minimizzare le mosse del robottino: ecco che si possono creare delle procedure da inserire nell’istruzione principale ed il gioco è fatto.

Lightbot gioco per imparare a programmare

Noi abbiamo scaricato la versione completa del gioco, ma ho visto che ne hanno fatta anche una Junior dai 4 agli 8 anni che testeremo a breve con Nicolò. Per ora Gabriele è lanciatissimo e anche io mi sono divertita un mondo ad accendere cubi con Lightbot, visto che non so programmare davvero (nell’era dei dinosauri ho disegnato ellissi color magenta in Turbo Pascal e ho copia-incollato il codice in C che mi aveva fatto un mio amico nell’esame di informatica, ma direi che non vale come competenza di programmazione).

A tutti i programmatori in erba e ai loro genitori curiosi, buon divertimento! E buona Innovation Week a tutti!

4 thoughts on “Piccoli programmatori di domani

  1. Mamma Avvocato Risposta

    Ma lo sai che l’app di cui parli mi ricorda tanto un programma che avevamo al loiceo, per imparare a programmare? Il principio era lo stesso, si usavano cubetti, però con i comandi della tastiera pc, niente “icone” come lampadine e simili.
    Buon divertimento!

    • Mammaalcubo Autore articoloRisposta

      Che fortunata, la nostra ora di informatica al liceo era il Turbo Pascal con una prof severissima… mi rifaccio ora con le App per mio figlio 🙂

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *