Riti della buonanotte

A volte serve scatenarsi, oppure ci rilassiamo un po’ di più, a volte siamo arrabbiati, altre euforici, ma ogni sera insieme ripercorriamo i nostri rituali della buonanotte per arrivare a lasciarci alle spalle tutta la stanchezza della giornata. Ai piccoli fa bene e dà sicurezza stabilire dei riti per l’addormentamento che ripercorrano ogni sera delle fasi specifiche, e poi vivere tutti insieme quelle poche ore serali è una vera medicina.

Il tema del sonno mi sta molto a cuore e gli darò ampio spazio nella sezione Ben-essere più avanti: oggi vorrei giusto dire la mia riguardo all’organizzazione delle attività serali per accompagnare i bimbi verso un sereno e piacevole sprofondamento sotto le coperte. I miei suggerimenti sono semplici:

  • abituarli il prima possibile ad una routine per la nanna – prima prendono confidenza con le cose da fare, prima le acquisiranno come parte normale della loro giornata
  • personalizzare le fasi e i tempi a seconda del bambino – c’è chi alle 20 ha già la palpebra debole, chi invece starebbe sveglio senza problemi fino quando non vanno a dormire mamma e papà…
  • bene la regola, ma con tolleranza – la sequenza di attività predefinite è buona abitudine, ma magari una sera si ha più voglia di giocare o di vedere un certo cartone anzichè di leggere, oppure si sta fuori a cena e qualche attività va un po’ rivista.

I nostri riti della buonanotte

Nella nostra famiglia al cubo i riti della buonanotte sono fatti così:

riti buonanotte

si parte con una bel bagno caldo schiumoso (doccia in estate o se c’è poco tempo), poi si mette il pigiama e ci si rilassa un po’. A volte da bravi fratelli giocano insieme o ognuno per conto suo, oppure vedono un cartone mentre io cucino. Se papà non è in trasferta o non torna troppo tardi si cena tutti insieme, altrimenti preferisco farli mangiare comunque presto e poi lasciare più tempo con papà dopo cena per giocare, inventare e creare un momento speciale con lui.

Il vero segnale che si sta andando a dormire è “E’ ora di lavare i denti”, e poi si passa in cameretta per la favola della buonanotte. Qui apro una parentesi perchè l’ascolto di storie e letture in casa nostra ha passato varie fasi e comunque è sempre stato “interattivo”. Gabriele non ha mai amato le fiabe troppo di fantasia, lui vuole sapere come funzionano le cose, cosa succede se…, da dove arriva? o, e poi cosa fa? Una volta tarati sul genere letterario più congeniale e iniziata la lettura, partivano comunque le domande. Ogni frase letta, lui era già al pezzo successivo e arrivare alla fine diventava più un dialogo che una lettura. Per lui il rilassamento è così, gli piace parlare e capire, ascoltare e chiedere. Nicolò è esattamente lo stesso, ma con in aggiunta il sensore di movimento sempre attivo. Non sono riuscita ancora a trovare l’interruttore per spegnerlo! Così mentre si legge la storia, lui salta sul letto, si arrampica su e giù diverse volte, sale sopra Gabriele… Va beh l’idea è quella, cosa gli rimanga della storia non saprei dire, ma il rito c’è. Idem per la preghiera, ne diciamo una brevissima che i bambini sanno a memoria; a volte si riesce a farne una un po’ più partecipata ma con il saltimbanco penso sia già un risultato così.

Vi lascio con questa bellissima poesia del nostro film preferito. Dopo che abbiamo inventato il gioco delle cimici dei letti le risate non sono più state le stesse!!!

“Buonanotte, le corde si son rotte, non fatevi pizzicare dalle cimici dei letti, ce ne sono proprio a frotte, si muovono di notte”

 

 

2 commenti su “Riti della buonanotte

    • Mammaalcubo Autore articoloRispondi

      Se vuoi una notte te li lascio così ripassi 🙂
      Comunque stasera sono stati bravissimi, speriamo duri fino venerdì!

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