Se fossi Ministro farei una scuola così

Settembre è arrivato ed è impossibile non pensare al rientro a scuola e al nuovo anno che sta per iniziare (del resto si sa che per tutte le mamme il vero inizio dell’anno è adesso!).

I mesi scorsi sono stati molto caldi non solo per la temperatura, ma anche riguardo alle tematiche della riforma della scuola: assunzioni, valutazioni, ristrutturazioni…  ammetto che mi sono un po’ persa nelle fumosità giuridiche del decreto e non ho ancora del tutto chiaro che cosa davvero cambierà. In attesa di scoprirlo mi sono divertita a immaginare come sarebbe la scuola se io fossi Ministro.

Se fossi Ministro farei una scuola così.

Vacanze estive

2 mesi per tutti, non solo per la scuola dell’infanzia ma anche per tutti gli anni successivi. Quest’anno la scuola primaria dove va mio figlio è finita lunedì 8 giugno alle 12.30, con festa della scuola venerdì 5 giugno dalle 14.30. Tenendo conto che lunedì 1 c’è stato ponte, il 2 era festa nazionale, praticamente con l’ultima settimana di tempo pieno si è finito il 29 maggio. Ora si ricomincierà il 14 settembre con due mezze giornate, tempo pieno a partire dal 16. Fate voi i conti. 3 mesi e mezzo sono tanti secondo me sia per i ragazzi che per i genitori. Chi lavora impazzisce a cercare centri estivi adeguati e organizzare le vacanze, chiedendo aiuto ai nonni, alla baby sitter, alla vicina, alla sorella, a Santa Improvvisazione quando i giorni pianificati finiscono. Chi non lavora non è che sguazzi in acque migliori: non ha le rogne degli incastri orari e giornalieri per piazzare i bambini ma fa un lavoro mica da ridere. E i bambini dopo un po’ si stufano a casa (i miei litigano di continuo), cercano compagnia, senza contare che a settembre dopo 3 mesi abbondanti senza scuola la ripresa è dura anche per i più volenterosi. Il riposo è sacrosanto, pure il divertimento e la ricerca di nuovi posti da vedere ed esperienze da fare, ma per me 2 mesi sarebbero più che sufficienti. A patto di intervenire sui due punti successivi.

Vacanze durante l’anno

Come fanno già in molti paesi nordici, le vacanze sono distribuite durante l’anno, per equilibrare meglio i periodi di impegno e studio a quelli di relax a casa. Sarebbe salutare per gli studenti e molto più gestibile per i genitori (trovare una babysitter o chiedere disponibilità ai nonni per qualche giorno qua e là durante l’anno è molto più fattibile che per mesi interi, oppure fare ferie di qualche giorno spezzettate invece che un unico periodo in estate). Insorgete pure, ma io preferirei così.

Compiti intelligenti

Dove hanno adottato questo sistema delle vacanze estive più brevi ma con più giorni di riposo durante l’anno, guarda caso i compiti non ci sono in vacanza. Perché se si sta a casa una settimana non c’è il rischio di dimenticare il programma o perdere l’allenamento, ma ci si può riposare e dedicarsi ad altre attività ed esperienze.

Più informatica e più inglese

Dicono che ci sarà più spazio per le lingue straniere e per l’informatica: nel decreto attuativo della riforma della scuola (Piano Nazionale Scuola Digitale) si vorrebbe introdurre un coach digitale in ogni scuola, una sorta di formatore, un evangelista digitale che supporti gli insegnanti e li aiuti a portare le competenze digitali tra i banchi. Chissà nella pratica come si tradurrà. A me pare che siamo ben lontani, a parte qualche caso isolato. Magari col tempo i cambiamenti in positivo avverranno, ma nel frattempo i miei figli saranno grandi e avranno perso un sacco di potenziale di apprendimento che invece c’è ed è possibile applicare. Come? Un esempio nei  punti seguenti.

Classi capovolte (Flipped classrooms)

Esistono classi, scuole, dove la modalità di insegnamento sta cambiando. Non ci sono più la spiegazione classica unidirezionale alla lavagna e i compiti per il pomeriggio: l’insegnante capovolge la didattica fornendo il materiale agli studenti in modo che studino a casa la teoria e poi in classe la si mette in pratica.

flipped classroomIl docente diventa una vera guida, non solo la fonte del sapere, e i ragazzi sono stimolati a impegnarsi in maniera proattiva e più produttiva anche perchè questa modalità di insegnamento si avvale delle nuove tecnologie (video, presentazioni, piattaforme collaborative e di comunicazione) che i ragazzi utilizzano molto più volentieri rispetto alla carta. Libri e quaderni non spariscono, ma vengono integrati con strumenti nuovi che aprono le porte a nuove possibilità.

Insegnanti innovatori

Al momento chi sceglie di impostare una didattica in stile Flipped classroom lo fa di sua iniziativa, sono poche realtà tenute in vita solo grazie allo spirito innovativo di insegnanti e coordinatori. È cosa buona e giusta premiare queste realtà virtuose, il difficile è fare in modo che tutti possano sperimentarle. Chissà se, e quando, diventeranno la prassi.

In ogni caso, il messaggio che vorrei far passare è che ognuno può fare e dare qualcosa per fare della scuola una buona scuola in attesa che arrivi dall’alto una soluzione.

 

Tu come la pensi? Come sarebbe la tua scuola dei sogni?
 
 

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8 thoughts on “Se fossi Ministro farei una scuola così

  1. Sarab Risposta

    Quanti spunti interessanti!
    In particolare le flipped classroom mi sembrano ottime per migliorare le capacità di rielaborazione dei contenuti e la condivisione.

    • Mammaalcubo Autore articoloRisposta

      Sicuramente non sono l’unico modo per incentivare la partecipazione dei ragazzi e il senso di responsabilità, e probabilmente non sono applicabili in tutte le realtà, ma sono un ottimo spunto per provare a innovare e migliorare!

  2. elisabetta Risposta

    Ti appoggio su tutta la linea. In primis per il discorso vacanze/compiti -organizzazione scuola e lavoro, tenendo conto non solo il punto di vista dei bambini/ragazzi ma venendo incontro anche alle esigenze familiari: i genitori che lavorano e che non hanno nonni a disposizione devono investire una somma mica male tra centri estivi e quant’altro… Su informatica ed inglese la vedo un po’ più dura anche se le cose piano piano stanno cambiando… pensa a come sarebbe bello se telematicamente classi italiale e classi inglesi potessero comunicare, interagire e fare lezioni virtuali insieme… ancora un miraggio!L’unica speranza resta negli “insegnanti innovatori”, quelli che amano il proprio lavoro e che trasmettono con tutti i mezzi la passione della propria materia!!!! Un saluto Eli

    • Mammaalcubo Autore articoloRisposta

      A volte il problema è prettamente economico, spesso invece è questione di volontà e preparazione.
      W gli insegnanti appassionati 🙂

  3. delia Risposta

    che bell’articolo…oltre a linkare il mio articolo su una materia fondamentale che purtroppo a scuola non si studia, ma che sarebbe utilissima per tutti, http://enigmamma.com/pedagogia-sperduta-e-lontana/;, mi complimento per la tua idea proprio di scriverle la scuola che vorresti, perché oggi, prima di pubblicare il mio articolo sulla mia pagina fb, mi sono detta: e lo dobbiamo avere, sto coraggio almeno di parlarne, di quello che davvero non va, e di non stare solo a pensare alla maestra che è capitata a me, quella che è capitata a te, con chi capita mio figlio, perché non abbiamo ancora fatto le doppie…………..

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