Steve Jobs: la storia continua

Per questo Venerdì del libro ho pensato di andare a riprendere un libro letto qualche tempo fa: Steve Jobs – La storia continua.

Per chi un lavoro ce l’ha ma vuole vedere oltre. Per chi lo sta cercando in questa palude italiana che ci sta circondando in questi anni.

Tra queste pagine non aspettarti di trovare la biografia di Steve Jobs o il racconto cronologico della sua carriera: per quelle esistono altri libri dedicati. L’autore Jay Elliot, ex vice presidente di Apple, insieme al giornalista William L. Simon, vogliono invece raccogliere le lezioni di leadership dell’artista della tecnologia più famoso. Il libro parla di innovazione, gestione aziendale e di come il mago della mela è stato leader indiscusso non solo di un’azienda. Quello che mi è piaciuto è che il racconto è stato vissuto in prima persona dall’autore, non è frutto di interviste o testimonianze “per sentito dire”, e che le pillole di leadership si possono applicare in tutte le aziende (secondo me anche in famiglia!).

Le pillole di leadership di Steve Jobs

Guardare oltre gli obiettivi di breve termine. Avere una vision di lungo periodo.

Prima di partire con lo sviluppo di un prodotto, o con la vendita di un servizio, occorre avere una visione. La vision serve a motivare: se tracci una strada e guardi avanti la gente si entusiasma. Attenzione però, la visione è vuota senza passione! La leadership non ha nulla a che fare con un pezzo di carta o una qualifica, ma è legata alla persona e alla passione che mette in ciò che fa.

L’azienda deve fondarsi su dei valori.

Ogni azienda nasce con l’obiettivo di creare valore, ovviamente, ma per perseguire questo fine è importante che sia ben chiaro quali siano i valori condivisi. Il valore va al di là del denaro: delinea una filosofia, un sentimento, un principio. Su questo punto, che siate lavoratori dipendenti o imprenditori, bisogna prestare molta attenzione: solo un’azienda che ha valori affini ai nostri sarà capace di tirare fuori il meglio di noi. Il guaio è che molte aziende non li dichiarano, o li dichiarano a parole ma poi nei fatti non ci credono davvero: la fatica sta nello scoprirli, nel verificare che siano applicati e che siano in linea con la nostra persona. Faccio un esempio: se l’azienda dichiara di avere tra i valori l’innovazione e il cambiamento, ma poi al minimo spostamento di una virgola nelle procedure e nei processi il management si oppone per principio con una resistenza totale, qualcosa non va. O ancora, se si vuole aprire le porte all’internazionalizzazione sulla carta ma poi nella realtà si scelgono solo candidati tra i propri parenti… c’è qualcosa che stride.

Scegliere i collaboratori migliori.

Non necessariamente quelli più economici, aggiungo io. Secondo Steve Jobs, per assumere innovatori di talento è necessario:

  • fissare requisiti senza essere troppo rigidi
  • rendere il team partecipe del processo di selezione
  • non limitare la ricerca a metodi consueti
  • andare oltre il curriculum, che racconta in sintesi il passato ma non dice nulla di dove vorremmo e potremmo andare!

Energia imprenditoriale e standard elevati.

“Il mio compito non è essere accomodante. Il mio compito è spronare i nostri bravissimi dipendenti a migliorarsi sempre, a immaginare nuove possibilità in modo aggressivo.. Il mio compito è costruire un team di dirigenti che possa succedermi.” Predisporre un ambiente che sostenga e incoraggi l’innovazione è uno dei compiti principali di ogni leader. L’ispirazione viene dall’esempio: il leader è una guida più che un capo, il leader ispira e ispira gli altri a seguirlo.

Ricompensare gli stakeholder.

I dipendenti vanno premiati e responsabilizzati sui risultati. E’ anche grazie a loro se si ottiene il successo e se lo si riconosce, il valore e la motivazione aumentano.

Guardare al futuro e andare controcorrente.

Non accontentarsi mai dello status quo e non aver paura di cambiare.

“Se non avete ancora trovato il vostro obiettivo, continuate a cercare. Non accontentatevi. Come in tutte le questioni di cuore, quando l’avrete trovato lo saprete. E come ogni altra bella relazione, migliorerà con gli anni. L’unico modo per essere davvero soddisfatti è sentire di aver fatto un ottimo lavoro”

 

5 commenti su “Steve Jobs: la storia continua

  1. MBD Rispondi

    Vero! Il leader è una guida, più che un capo. Ispira e ispira gli altri a seguirlo.
    Ma allora perchè qualcuno ce l’ha vicino e non se ne accorge? Quale perdita! e quanto vuoto!

    Giusto! I dipendenti vanno premiati e responsabilizzati sui risultati.

    Vero! E’ anche grazie a loro se si ottiene il successo e se lo si riconosce.
    Ma allora perchè far finta che tutto va bene così com’è e approfittare della buona volontà di quelli che si impegnano seriamente?

    Ad ogni destriero il suo cavallo!

    Grazie Deborah, anche questo argomento che hai pubblicato è interessantissimo. 🙂

  2. Drusilla Rispondi

    Bello! E trovo interessanti tutte le pillole di leadership che hai citato, come hai detto tu anche applicabili in famiglia.
    Perché non è detto che un capo sia anche un leader.

    • Mamma avvocato Rispondi

      Molto interessante e molto condivisibile le pillole che hai riportato.
      C’è da dire, però, che leggendo la biografia di Stave Jobs, peraltro molto bella e appassionante, si capisce anche come spesso pure lui non fosse all’altezza dei suoi valori e principi e trattasse male gli altri.
      In ogni caso, era davvero un grande leader e ce ne fossero di più così, sarebbe un mondo migliore, soprattutto sul piano lavorativo!

    • Mamma avvocato Rispondi

      Molto interessante e molto condivisibile le pillole che hai riportato.
      C’è da dire, però, che leggendo la biografia di Stave Jobs, peraltro molto bella e appassionante, si capisce anche come spesso pure lui non fosse all’altezza dei suoi valori e principi e trattasse male gli altri.
      In ogni caso, era davvero un grande leader e ce ne fossero di più così, sarebbe un mondo migliore, soprattutto sul piano lavorativo!

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