Arriveranno i tablet nelle scuole?

Un tablet ad ogni alunno al posto dei quaderni e maxischermi al posto delle lavagne. Pensavo fosse un futuro tanto lontano e invece ho scoperto che circa un mese fa in una scuola primaria di Milano è stata inaugurata la prima classe digitale in Italia. E’ l’inizio di un progetto chiamato “Smart Future” per favorire la digitalizzazione dell’istruzione, che dovrebbe estendersi nei prossimi due anni a quasi 300 classi. I tablet sono collegati alla e-board grazie alla quale l’insegnante può caricare i contenuti delle lezioni, condividerli con gli studenti, realizzare attività di gruppo, effettuare quiz e sondaggi per verificare la comprensione dei bambini.

Questa e molte altre innovazioni tecnologiche negli ultimi mesi hanno interessato il mondo della scuola italiana, caratterizzato ancora da un’impostazione didattica tradizionale e penalizzato dalla mancanza di investimenti adeguati. Grazie però ai progetti di ricerca di alcune università e alla volontà di alcune aziende, qualcosa sta cambiando e sembra che l’idea di un futuro tecnologicamente diverso per l’istruzione possa diventare realtà.

Un altro progetto chiamato “Eureka! Idee digitali per la scuola“, ad esempio,  punta a dotare oltre 12.000 scuole italiane di un kit di servizi ad alto valore tecnologico e socio-educativo. I kit si basano su prodotti hardware e software: verranno dati ad alunni e insegnanti tablet e notebook, con preinstallata una suite di programmi IES (Intel Education Software). Nelle scuole primarie il progetto cercherà inoltre di individuare precocemente i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) attraverso questionari di osservazione dei comportamenti del bambino, tracciando un profilo funzionale che consentirà di avviare percorsi di potenziamento specifici.

tablet bambini

L’innovazione in questo momento più interessante secondo me è il Registro elettronico, un’applicazione web che consente di digitalizzare il registro di classe e del docente. Utile per condividere le informazioni su tutte le attività didattiche svolte in classe, permetterebbe a famiglie e studenti di consultare i dati di propria pertinenza e fruire di una serie di funzionalità a loro riservate. Wow!

registro elettronico

Per la questione tablet però sono dell’idea che la tecnologia serva sì a migliorare e velocizzare alcune operazioni e attività, ma non debba mai sostituirsi alla persona, la maestra in questo caso. Sono paladina della dematerializzazione (via la carta dove non serve), e ben vengano per me lavagne elettroniche & company se servono a rendere più funzionale e piacevole il lavoro di insegnamento e apprendimento, ma restano sempre e comunque un mezzo, non il fine.

Addirittura per i più piccoli della scuola dell’infanzia è stato ideato il programma “Little Smiling Minds“, con lo scopo di unire il gioco all’apprendimento attraverso le app: mentre i bambini giocano, i genitori accedono a un’area dove possono comprendere cosa il figlio ha appreso e in che modo far progredire la sua intelligenza. Va bene la tecnologia, ma questo mi sembra un po’ troppo esagerato… Fino ai 6 anni lasciamo che giochino con animali, macchinine, bambole, che si sporchino con i colori e la terra, che la maestra possa insegnare loro secondo la sua esperienza, conoscerli e valorizzarli senza affidarsi a un codice informatico!

3 thoughts on “Arriveranno i tablet nelle scuole?

  1. Christian Risposta

    Ciao Deborah, innanzitutto volevo dirti che il tuo blog è davvero bello e molto interessante 🙂 riguardo a questo argomento sono d’accordo con te sul fatto delle lavagne elettroniche/tablet se servono a rendere più piacevole e funzionale il lavoro, però alla fine penso che scrivere non debba mai mancare, mi lamentavo tanto io quando c’era da farlo solo ora mi son reso conto che non era per niente brutto.. Sono d’accordo anche sul fatto che i bambini non debbano stare dietro con queste cose sin dall’infanzia ma che debbano giocare e toccare con mano un oggetto e non uno schermo…
    Un abbraccio a tutti voi e buonanotte 🙂

    • Mammaalcubo Autore articoloRisposta

      Anche io penso che la cara scrittura a mano non debba sparire del tutto, a maggior ragione nelle scuole. Ci sono però tanti modi di integrare e affiancare degli strumenti che possono essere d’aiuto e di stimolo all’apprendimento: bello sarebbe poter arrivare a un punto di equilibrio tra vecchio e nuovo.
      Partendo magari con un po’ più di informatica nelle ore di lezione, aggiornarsi su cosa chiede il mondo del lavoro e cominciare a darne qualche assaggio tra i banchi… tutto ovviamente con gradualità e buon senso!
      Grazie di aver lasciato il tuo commento 🙂

  2. Silivren (Curvy Mommy) Risposta

    Assolutamente d’accordo.
    Trovo che digitalizzare la scuola sia un bene dal punto di vista ecologico ed economico (pensiamo a quanti libri di testo vengono comprati e alcuni nemmeno utilizzati), ma ovviamente non va tralasciata la parte, come dire, fisica: lo scrivere a mano, prendere appunti ecc ecc. Nonchè non deve mancare l’aspetto creativo e manuale.

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