Il visconte dimezzato

Per questo Venerdì del libro ho rispolverato un classico di Italo Calvino che avevo letto al liceo: “Il visconte dimezzato“. Mi è capitato tra le mani un vecchio diario su cui avevo scritto dei passaggi che mi erano piaciuti e mi è venuta voglia di rileggerlo.

visconte dimezzato

Con la leggerezza di un romanzo per ragazzi, personaggi improbabili e vicende inverosimili, l’autore introduce il tema dell’incompletezza che è in ognuno di noi facendoci ripercorrere le vicende di un visconte (che si dimezza) davvero singolare.

Ero intero  e tutte le cose erano per me naturali e confuse, stupide come l’aria; credevo di veder tutto e non era che la scorza.

Questo è il bene dell’esser dimezzato: il capire d’ogni persona e cosa al mondo la pena che ognuno e ognuna ha per la propria incompletezza. Io ero intero e non capivo, e mi muovevo sordo e incomunicabile tra i dolori e le ferite seminati dovunque, là dove meno da intero uno osa credere. Non solo io, Pamela, sono un essere spaccato e divelto, ma tu pure e tutti.

Il protagonista è il visconte Medardo di Terralba, nelle due irreali metà. Il narratore è suo nipote.

Gli altri curiosi personaggi, descritti con tratti magistrali sono:

  • Dottor Trelawney, cercatore di fuochi fatui. Pieno di attenzioni verso la natura e gli animali, nutre invece ripugnanza e sgomento verso gli esseri umani e le loro infermità.
  • Pamela, pastorella testarda di cui si innamora il visconte.
  • Mastro Pietrochiodo, singolare costruttore di forche per le impiccagioni.

Ecco cosa succede.

Guerra cristiani-turchi. Il visconte Medardo partecipa più per curiosità che per convinzione

Mio zio era allora nella prima giovinezza: l’età in cui i sentimenti stanno tutti in uno slancio confuso, non distinti ancora in male e in bene; l’età in cui ogni nuova esperienza, anche macabra e inumana, è tutta trepida e calda d’amore per la vita. In cuore non aveva né nostalgia, né dubbio, né apprensione. Ancora per lui le cose erano intere e indiscutibili, e tale era lui stesso.

e durante la battaglia viene squarciato a metà dalla testa ai piedi da una palla di cannone.

La metà cattiva è capace di crudeltà gratuite ed efferate verso qualsiasi essere vivente: taglia a metà frutti, funghi e animali. Appicca incendi, condanna a morte, uccide e fa uccidere la gente così tanto per fare.

La metà buona, che compare inaspettatamente a un certo punto della storia, è l’esatto opposto: accompagna a casa bambini smarriti regalando frittelle, aiuta gli animali feriti, raddrizza le piante sradicate, cura i lebbrosi e fa a tutti la morale. La sua bontà è esagerata e diventa tanto insopportabile quanto la cattiveria dell’altra metà, tuttavia la pastorella Pamela, di cui entrambi i mezzi visconti sono innamorati, la preferisce e decide di sposare il Medardo buono.

Al matrimonio non poteva che esserci una mega litigata tra i due Medardi, che si sfidano a duello. Durante la lotta si feriscono a vicenda e il dottore rimette insieme le due metà.

visconte dimezzato estratto

Già, ci vorrebbe che fossimo completi tutti. O forse nemmeno…

Alle volte uno si crede incompleto ed è soltanto giovane

L’incompletezza fa parte della vita, fa parte del cammino di crescita che compiamo ogni giorno.

 

8 commenti su “Il visconte dimezzato

  1. Squitty Rispondi

    Ma sai che non l’ho mai letto? E sì che a scuola pure si studiava!
    Lo metto in lista, anche se i classici dovrebbero sempre essere in lista

    • Mammaalcubo Autore articoloRispondi

      Ma no… ti svelo un segreto: della trilogia (con Barone rampante e Cavaliere inesistente) è l’unico che ho letto (ma non ditelo al mio prof di italiano!)

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