Vivere senza WhatsApp

Qui è dove spiego una volta per tutte perché non ho WhatsApp [in realtà l’ho avuto per una settimana, risulto ancora “esistente” ma sono “esistita” solo per poco]

– inizio momento acidità –

Quando dico che non ho WhatsApp e lo dichiaro senza farmi troppi problemi le reazioni sono tipicamente due:

  • l’incredulo

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  • lo schifato

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e ogni volta devo giustificarmi e spiegare che esistono anche altri modi per comunicare. “Ma come, tu che hai un blog e sei attiva sui vari social, non puoi non avere WhatsApp!”, ma ti giuro che riesco a vivere benissimo senza. Se non mi credi, ecco come.

  • Per le comunicazioni lunghe e non troppo urgenti una mail è perfetta. La controllo più e più volte al giorno e cerco di rispondere il più velocemente possibile.
  • Per le comunicazioni lunghe ma urgenti niente è meglio di una telefonata. Se sono al pc ho pure acceso Skype.
  • Per un’info o una domanda breve gli SMS funzionano ancora, anche sugli smartphone più fighi. Non è vietato usarli, tanto più se avete attivato come la sottoscritta una tariffa mensile che ne comprende un numero esagerato che non riuscite mai a finire.
  • Per tutto il resto ci sono i social: Twitter per le battute, le notizie e i link interessanti; Instagram e Pinterest per le immagini; Facebook e Gplus per tutto il resto. La cassetta della posta per le raccomandate e il campanello di casa in caso finisca la carta igienica o qualche altro bene di prima necessità a qualche vicino.
  • Mi perdo le conversazioni di classe ma grazie alle efficientissime rappresentanti le comunicazioni e gli avvisi mi arrivano puntuali lo stesso.
  • Le persone con cui comunico più di frequente (mio marito, i miei figli, i miei genitori e i miei suoceri) non lo usano, eppure ci diciamo quello che serve quando serve e stiamo tutti bene.  Mia sorella è l’unica della famiglia a whatsappare con il resto del mondo (a 18 anni direi che ci sta), mentre con me e mia mamma usa SMS e chiamate tradizionali: si torna ai punti 2 e 3.

Perché dovrei installare anche WhatsApp?

Dovrei tenere la connessione dati perennemente attiva (cosa che ora non faccio!) e sciropparmi qualsiasi battito d’ali da qui a 20 km di distanza. No grazie. Bello scrivere, leggere, comunicare, ma ogni tanto io amo circondarmi di silenzio, che siano rumori, suoni o parole. A proposito, quel fischiettio non lo reggo proprio (esiste un altro suono di notifica, vero???)

– fine momento acidità –

Vivere senza WhatsApp oggi può sembrare antiquato o controcorrente ma a me non pare una tragedia così irrimediabile. A me piace poter scegliere come e quando comunicare. Ad esempio questa settimana non ho scritto nulla a parte l’intervista programmata di ieri: avevo altri pensieri, altro da fare, ho fatto altre scelte. Ho letto, commentato, condiviso e ritweettato di più, ho chiamato un’amica mentre stiravo riuscendo a chiudere un ciclo di panni in giro per casa da giorni. Sono stata alla Città del Sole e da Tiger e ho comprato delle cose bellissime. Ho dormito maluccio e così mi sono regalata un pigiama incoraggiante (peccato che i miei figli non sappiano ancora bene l’inglese, ma va beh):

let-me-sleep

Se mi state leggendo ora vuol dire che siete sopravvissuti anche senza mie notizie e nemmeno per me è stato così drammatico non riversare nel blog il frutto delle mie pensate notturne o le meravigliose letture che faccio.

Mi piace poter scegliere quello che ritengo migliore per me, in quel momento, per quelle ragioni. Non è sempre detto che la scelta sia avere più cose, l’ultimo modello di x o y, l’App più diffusa solo perchè ce l’hanno (quasi) tutti. WhatsApp non mi serve adesso, voletemi bene lo stesso come faceva Doc col suo amico meno future oriented. Magari prima o poi ritorno al futuro anch’io, chissà…

Back-to-the-Future-Doc-Marty

Intanto qui comunichiamo ancora così:

post-it
 
 

Web Hosting

 
 

17 commenti su “Vivere senza WhatsApp

  1. elisabetta Rispondi

    Grande Deborah! Posso farne un manifesto?????
    Quando non avevo facebook: ma come non sei su facebook?
    Quando non avevo pinterest: no no ci sono cose fighissime devi andare su pinterest!
    Twitter non so neanche che cos’è ma vivo lo stesso. E per fortuna nessuno me l’ha mai chiesto. NO non mi interessa proprio twittare.
    Istagram: ma chi cavolo ha il tempo di fare le foto di tutto???? Io lavoro, guardo la casa, il pagolo, corro a destra e sinistra ma che diavolo di selfie mi faccio??????Ma quando???
    (finito momento acido mio!) All’ennesima richiesta di ‘sto whatsapp… e va bene!!!! ma poi basta neeee…. che non se può più!!!!
    Ci sono tante altre cose belle nella vita!
    Godiamoci questo sole e dimentichiamoci del cell.!!!! Eli

    • Mammaalcubo Autore articoloRispondi

      Ti dirò che con Twitter è stato invece un innamoramento lento… ho aperto l’account per il blog e ora lo uso più di ogni altro social 🙂
      Comunque viva il sole e viva la primavera sì sì

  2. Fortunatanellasfortuna Rispondi

    Quasi niente Facebook, whatsapp solo con persone molto strette ( ho silenziato il gruppo delle mamme, non ce la facevo più!) e per brevi comunicazioni. Il blog se ho voglia di scrivere.
    È anche vero che ho poco, pochissimo tempo libero…ma è anche l’idea di essere ‘dipendente’ a darmi noia!
    Appoggio il tuo pensiero, insomma 😉

  3. drusilla Rispondi

    Sai cosa ti dico? Che hai ragione!
    Purtroppo si diventa “schiavi” di tutta questa tecnologia.
    Ho iniziato ad utilizzare whatsapp perché vivendo all’estero era il metodo più economico e veloce per comunicare con la mia famiglia e gli amici più stretti, per poter aggiornarli rapidamente sulla quotidianità. Ma con il passare del tempo è diventato quasi un fardello pesante da portarsi dietro. Ci sono momenti in cui spengo tutto e me ne frego di chi mi scrive, ho bisogno del mio tempo, di dedicarmi a me stessa, del silenzio. E poi, adoro scrivere bigliettini per annotare e ricordare le cose.
    Evviva carta e penna, forever!!!

    • Mammaalcubo Autore articoloRispondi

      All’estero ti sarà comodo sicuramente, ma concordo che sia giusto non diventarne schiavi e staccare quando serve.
      E comunque, WhatsApp sì WhatsApp no, guai a chi tocca i miei quadernini e i miei tratto pen!!!

  4. verovero Rispondi

    uso wp … mane faccio anche a meno…senza la mia agenda non potrei vivere e..il frigo è ancora una bacheca funzionante…
    diventare schiavi delle cose mi urta ……
    e poi …. la voce al telefono è migliore!!!!!!!!
    senza nulla togliere alla tecnologia 🙂

  5. Dani Rispondi

    La mamma, appena ha letto, mi ha subito detto di guardare ciò che avevi scritto 🙂 la tua sorellina usa whatsapp, eh già… Però concordo con quello che hai scritto perché non bisogna assolutamente diventarne schiavi, io lo uso per comodità, fermo restando che telefonate, messaggi e fb non sono aboliti ahahah semplicemnte con whatsapp puoi fare tutto, mandare foto, note vocali, messaggi e parlare (per esempio nel gruppo della mia classe) con molti contemporaneamente 🙂 tra un po’ di anni magari lo toglierò anche io, per ora mi agevola 🙂

    • Mammaalcubo Autore articoloRispondi

      Se fosse esistito quando andavo io al liceo sicuramente sarei stata tra i primi ad usarlo! Adesso invece trovo che tutti gli altri modi di comunicare siano più che sufficienti 🙂
      Vedremo come si evolverà la tecnologia quando anche Gabry e Nico avranno il loro smartphone (o chissà che diavoleria esisterà tra qualche anno!)

  6. martina Rispondi

    sinceramente penso che whatsapp sia la forma meno invasiva e più privata tra tutti i social presenti, perchè non è nemmeno un social, ma lo usi per comunicare con chi vuoi senza esporti pubblicamente
    non sento la necessità di condividere nulla su facebook, twitter ecc , quindi per me è l’esatto contrario 😀

    • Mammaalcubo Autore articoloRispondi

      Anche se diversa dalla mia, anche tu hai fatto una scelta: io credo che sia questo l’importante, trovare il modo di comunicare che meglio ci si addice senza per forza dover avere tutto perchè ce l’hanno tutti.

  7. Vivere senza WhatsApp è meraviglioso Rispondi

    Io mi rifiuto anche di avere lo Smartphone e tutte le attuali diavolerie correlate. Non mi piace essere schiava della tecnologia. In caso è la tecnologia che deve essere al nostro servizio con uso e consumo moderato ed intelligente. Oggi si fa un uso smodato di queste tecnologie. Si è perso il contatto e la comunicazione tra persone. Tutti con lo sguardo fisso sul quel pezzo di ferro che sembra ammaliare quasi tutta le terra. E’ veramente triste salire in metro o frequentare qualsia si posto e vedere tutti questi “ebeti” che smanettano su questi aggeggi.

  8. Renzo Rispondi

    Bell’articolo. Io sto resistendo da anni a WhatsApp però risulta oramai difficile non installarlo. Semplicemente il resto delle persone non fa lo sforzo di usare sms, mail o altri social quindi in qualche modo si resta tagliati fuori e si passa da “sfigati” e questo può avere i suoi risvolti anche nel lavoro e nell’interazione con i colleghi.
    E oggi a distanza di 3 anni dal tuo articolo, come ti trovi? Hai ceduto e usi WhatsApp o resisti? 😉

    • Mammaalcubo Autore articoloRispondi

      Alla fine ho ceduto per pietà nei confronti della rappresentante: tutti gli avvisi andavano via WhatsApp e a me doveva mandare una mail a parte… così sono entrata nel mio primo gruppo classe.
      Devo dirti che a parte i messaggi vocali che mi danno un fastidio pruriginoso, per il resto ci convivo serenamente ed è comodo per scambiarsi immagini velocemente.
      Per lavoro invece a me non serve, si va alla vecchia maniera con mail e telefonate per fortuna 🙂 In bocca al lupo!

      • Renzo Rispondi

        Ti ringrazio molto per la risposta! Mi hanno detto che sono “antiquato” perché comunico ancora alla vecchia maniera. Finora me la sono cavata, ma se proprio devo mi adeguerò! 🙂 Buone cose anche a te!

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